• ASSOCIAZIONE FERMATA GIARDINO DI ROMA

    DEMOLIZIONE CISTERNA

    La Regione Lazio ci ha comunicato che è stata attivata la procedura per la demolizione della cisterna. L’iter dovrà ora essere sottoposto al COREPACU, la commissione regionale della Soprintendenza competente in materia, che sarà chiamata a esprimere il proprio parere sulla proposta. Continueremo a seguire gli sviluppi della procedura e a fornire aggiornamenti non appena disponibili.

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    ERRORI DA SEGNALARE

    Attenzione! C’è un errore madornale nell’articolo pubblicato alcuni giorni fa da Canale10 riguardo alla nostra fermata.​ Contrariamente a quanto riportato, le banchine non devono essere spostate di 150 metri verso Vitinia. Quei 150 metri rappresentano semplicemente la loro lunghezza! È importante fare chiarezza per evitare inutili allarmismi.

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    ATTENZIONE ALLE NOTIZIE FALSE

    Altra notizia falsa sulla fermata pubblicata nel gruppo facebook del quartiere: LA FERMATA FU BLOCCATA DALLA SOPRINTENDENZA! In realtà la Soprintendenza Archeologica di Roma RALLENTÒ solamente l’iter per l’accordo di programma tra Caltagirone e Roma Capitale, relativo alle nuove costruzioni nei comparti Z19 e Z20, perché voleva che i sondaggi venissero eseguiti in un certo modo. Una volta terminati quelli, HA RILASCIATO SENZA PROBLEMI IL NULLA OSTA A CALTAGIRONE PER COSTRUIRE! Quell’area archeologica NON è così importante, per questo si possono costruire palazzi, negozi e LA FERMATA GIARDINO DI ROMA!Non vi fate confondere da chi la fermata non la vuole!

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    REALIZZAZIONE DELLA FERMATA DI NUOVO A RISCHIO PER MOTIVI ARCHEOLOGICI

    Riproponiamo due post pubblicati nel nostro gruppo facebook nel 2018. Chi avrà la pazienza di leggerli comprenderà come, già nel 2012, un contenzioso tra la Soprintendenza e il Gruppo Caltagirone sulle modalità di esecuzione dei sondaggi archeologici nel comparto Z20 (l’area di via Erminio Macario dove, a partire dal 2020, sono state realizzate le quattro palazzine) abbia fatto naufragare l’Accordo di Programma tra il costruttore e Roma Capitale. Tale accordo prevedeva, tra le altre opere, anche la realizzazione della fermata Giardino di Roma a carico del costruttore. Fino a quel momento, infatti, la fermata non rientrava tra gli obblighi del privato, in quanto non prevista dalla Convenzione urbanistica del 1992. Il costruttore impugnò la vicenda davanti al TAR ma, dopo aver perso il ricorso, rinunciò definitivamente all’Accordo di Programma e presentò a Roma Capitale due istanze nell’ambito del Piano Casa che non includevano più la realizzazione della fermata. Oggi ci troviamo purtroppo di fronte a una situazione che presenta analogie con quella di allora. Il rallentamento dei lavori sarebbe infatti dovuto ad alcuni ritrovamenti archeologici che la Soprintendenza ritiene necessario approfondire attraverso ulteriori indagini e sondaggi, i cui costi ricadrebbero sulla stazione appaltante, ossia Astral. Ci auguriamo che questa volta si riesca a trovare una soluzione rapida ed efficace, evitando che le esigenze di tutela archeologica si traducano in ulteriori ritardi per un’opera che attendiamo da ben 25 anni.

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    UN’ALTRA SCOPERTA ARCHEOLOGICA RALLENTA I LAVORI

    Oggi, 26 maggio 2026, abbiamo avuto un incontro in Regione Lazio con un funzionario dell’Assessorato alla Mobilità, Lavori Pubblici e Trasporti e con il RUP di Astral per fare il punto sulla nostra fermata. Ci è stato riferito che, nelle ultime settimane, i lavori hanno subito nuovi rallentamenti a causa di un ulteriore ritrovamento archeologico.
    Dopo la vasca romana rinvenuta nel 2020 e l’acquedotto romano emerso durante i sondaggi archeologici del 2025, è stata infatti scoperta una cisterna romana di notevoli dimensioni. Per garantire la tutela del nuovo manufatto, sarà necessario spostare le banchine della fermata (lunghe circa 150 metri) di diversi metri verso Vitinia. Questo intervento comporterà un aumento dei costi di circa un milione di euro, somma che al momento non risulta disponibile. Di conseguenza, la realizzazione della fermata è oggi subordinata al reperimento di questi ulteriori fondi. Abbiamo però ricordato ai nostri interlocutori che, già nel 2020, l’Assemblea Capitolina aveva vincolato circa 7 milioni di euro derivanti dagli oneri concessori versati dal Gruppo Caltagirone per la costruzione dei nuovi palazzi nei comparti Z19 e Z20, proprio alla realizzazione della fermata.Riteniamo quindi che sia arrivato il momento di utilizzare finalmente quelle risorse per garantire il completamento di un’opera fondamentale per il nostro territorio.