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REALIZZAZIONE DELLA FERMATA DI NUOVO A RISCHIO PER MOTIVI ARCHEOLOGICI

Riproponiamo due post pubblicati nel nostro gruppo facebook nel 2018. Chi avrà la pazienza di leggerli comprenderà come, già nel 2012, un contenzioso tra la Soprintendenza e il Gruppo Caltagirone sulle modalità di esecuzione dei sondaggi archeologici nel comparto Z20 (l’area di via Erminio Macario dove, a partire dal 2020, sono state realizzate le quattro palazzine) abbia fatto naufragare l’Accordo di Programma tra il costruttore e Roma Capitale. Tale accordo prevedeva, tra le altre opere, anche la realizzazione della fermata Giardino di Roma a carico del costruttore. Fino a quel momento, infatti, la fermata non rientrava tra gli obblighi del privato, in quanto non prevista dalla Convenzione urbanistica del 1992. Il costruttore impugnò la vicenda davanti al TAR ma, dopo aver perso il ricorso, rinunciò definitivamente all’Accordo di Programma e presentò a Roma Capitale due istanze nell’ambito del Piano Casa che non includevano più la realizzazione della fermata. Oggi ci troviamo purtroppo di fronte a una situazione che presenta analogie con quella di allora. Il rallentamento dei lavori sarebbe infatti dovuto ad alcuni ritrovamenti archeologici che la Soprintendenza ritiene necessario approfondire attraverso ulteriori indagini e sondaggi, i cui costi ricadrebbero sulla stazione appaltante, ossia Astral. Ci auguriamo che questa volta si riesca a trovare una soluzione rapida ed efficace, evitando che le esigenze di tutela archeologica si traducano in ulteriori ritardi per un’opera che attendiamo da ben 25 anni.

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